
Pannelli solari: nella foto un impianto da circa 3kWp
Cominciamo i racconti di vita reale, proprio nel settore del fotovoltaico.
Questa è la storia di una signora di 65 anni, vedova e con due figli. Entrambi (un maschio e una femmina) hanno messo su famiglia e così la signora Rosa (nome di fantasia, ça va sans dire!) ha due nipoti di 12 e 18 anni e due nipotine di 3 e 12.
Siccome abita abbastanza vicino ai suoi figli, e siccome la sua condizione di vedova le ha dato un sacco di tempo libero, la signora Rosa si occupa dei nipoti 6 giorni su 7.
La piccina di 3 anni resta da lei dalla mattina alle 8 alla sera, spesso fin dopo cena. La signorina e il ragazzo di 12 anni vanno da lei a pranzo poi si fermano per i compiti fino a che le rispettive madri non li passano a prendere, attorno alle 17/18 di pomeriggio.
Il 18enne, che ha molta più libertà di movimento, è da lei almeno 3 volte alla settimana a pranzo, e nel w.e. spesso si ferma a dormire.
E’ necessario dipingere il quadro della signora Rosa, perché spiega abbastanza bene i suoi consumi di elettricità e di gas.
Lavatrici (la signora è una di quelle mamme-domestiche efficientissime, e soprattutto molto poco costose!), ferro da stiro, forno elettrico, asciugatrice (regalata dai figli di recente, come per premiare e incentivare le sue attività
)
Aggiungiamo il riscaldamento (a gas), l’acqua calda, phon, tv, computer (ha dovuto installare anche l’adsl, per far “navigare” i nipoti quando devono fare i compiti…), che la casa risale a metà degli anni ’70 arriviamo al dunque:
LA SIGNORA ROSA, UN ANNO E MEZZO FA, SPENDEVA 4.000 EURO ALL’ANNO tra luce e gas.
Pensione di reversibilità del marito, un artigiano che ha lavorato una vita, ma che lasciando alla signora la casa e un paio di garages in città, di proprietà, non le permette molte spese superflue.
La signora Rosa, di suo, vuole aiutare i figli e non si farebbe mai dare neppure un centesimo per tutto il lavoro che svolge per loro, con amore, durante la settimana.
Però due anni fa comincia a chiedersi cosa potrebbe fare per non spendere tutti quei soldi in bolletta.
Mentre le faccio le domande per questa intervista, sorseggiando il caffè squisito che mi ha preparato, mi guardo un po’ attorno.
E’ domenica, Rosa mi ha chiesto se potevamo vederci oggi per poter essere tranquilla. E ci credo! 4 creature, dai 3 ai 18 anni… E’ una gran donna, la Rosa. Come ce ne sono parecchie; sono davvero ammirata…
Torniamo ai due anni fa. Chiacchierando con un vecchio amico del defunto marito, Rosa viene a sapere che sarebbe possibile prodursi l’energia elettrica, installando dei pannelli sul tetto.
Le sembra una bella idea, la sua casa ha parecchio tetto, tra il porticato e la casa. E guardandoci attentamente, vede che è esposto per lo più a est.
Ci pensa qualche settimana, poi decide che vorrebbe saperne di più.
Ma come? In tv nessuno dice niente; sui giornali neppure… ma Rosa ha un’amica d’infanzia che gestisce un’edicola, e allora ecco che comincia a procurarsi riviste specializzate: FV, Photon ecc. sono le letture che per un po’ le fanno compagnia quando trova un po’ di tempo. Ma continua a non essere sicura di quello che legge. Ha capito, le pare d’aver capito, che sia possibile installare sul tetto un impianto che produce di giorno tutta l’energia elettrica che le serve, così non pagherebbe più le salatissime bollette. E che il costo di quell’impianto sarebbe coperto dai soldi che lo Stato le darebbe per ogni kW di energia che ha prodotto.
Ascolto sorpresa la signora Rosa, e non posso non farle i complimenti: questa è una cosa che, per quanto semplice, m’è voluta una bella pazienza per farla capire a parecchie persone!
Ha capito, dunque, il cuore dell’operazione. Ma, hailei! Non ha proprio idea di CHI potrebbe farle l’impianto.
Non ci sono molte indicazioni, per poter scegliere e rivolgersi a qualcuno. Siccome però si tratta, in fondo, di impianti elettrici, Rosa pensa di chiedere all’elettricista di zona. Lo chiama, dopo aver rimandato un paio di volte, e questi molto disponibile le fissa subito un appuntamento.
Ma quando lo riceve a casa, Rosa che non è un tecnico ma donna intelligente sì, comincia ad avere qualche sospetto.
L’uomo parla di cose strane, per lei. Inverter, centralina, documenti, gse… No, Rosa ascolta gentilmente, ma non si fida. Rosa vuole capire QUANTO le conviene. Congeda l’elettricista, che comunque le ha spiegato che la parte burocratica è pazzesca…
Ma Rosa ha deciso: farà l’impianto. E non solo perchè vuole smettere di pagare le bollette, ma perchè le piace moltissimo poter contribuire a non inquinare la Terra.
Dopo alcuni tentativi, anche questi falliti (il fontaniere di sua sorella, che si è messo a fare gli impianti fotovoltaci, ma che ha un paio di clienti imbufaliti per problemi non risolti con il GSE) e un altro giovane venditore veneto (l’accento, dice, era fin troppo marcato) Rosa incontra una vecchia conoscenza che ha appena concluso il primo anno di impianto: entusiasta! Così le spiega come e, soprattutto, con chi ha potuto realizzare il suo sogno.
Sogno, sì! Proprio così! Credo sia lecito considerare SOGNO il voler smettere di buttare i soldi dalla finestra, di voler impiegare le proprie energie in un modo più virtuoso.

Dal Sole l'energia per vivere.
Con questa rassicurante testimonianza, Rosa si fa contattare da una gentilissima e preparatissima signorina che, appena arriva a casa sua, la mette subito a proprio agio. Le chiede cosa vuole, e l’ascolta.
Dopo un’ora, Rosa ha già capito quello che vuole davvero, e la signorina le ha spiegato che sì, può ottenerlo. Ma non solo! Come può ottenerlo, e anche quanto d’altro può guadagnare.
Rosa è entusiasta, ne parla con i figli che, come tutti i figli di quella specie (profittatrice, diciamo così) si interessano delle spese della madre solo per impedirgliele. Ma lei è troppo contenta, sente che può fidarsi perchè l’azienda che le installerà il suo impianto è molto importante (casualmente quella che installa per le mie segnalazioni
). Le garanzie che le hanno dato sono serie, la signorina le ha giurato assistenza continua… Rosa di fida, firma un assegno di meno di 1000 euro e… inizia l’avventura. Che riassumo: dopo 10 giorni un installatore l’ha contattata, ha fatto il sopralluogo, le ha mostrato dove avrebbe messo la centralina, l’inverter ecc. Rosa intanto è andata in banca a ritirare la somma dell’impianto (ha pagato in contanti, ma il direttore della banca, quando ha saputo che lei montava il fotovoltaico l’ha quasi supplicata di fare un finanziamento… mah!).
Pagato l’impianto, dopo due settimana e in due giorni è stato installato. Dopo un mese è arrivato il controllo dell’Enel e in poco più di 3 mesi Rosa ha cominciato a consumare la sua energia elettrica!
Il bilancio economico del primo anno d’esercizio?
Rosa mi dice, con un bel sorriso soddisfatto, che ha guadagnato dal GSE molto di più di quello che le avevano calcolato. Che ha speso solo 235 euro di bolletta elettrica e che è pronta per installare anche il solare termico, per valutare seriamente la possibilità di CHIUDERE IL CONTRATTO DEL GAS!
Rosa è una donna disponibile e cortese, oltre che molto riservata. Non so come mai abbia accettato di rispondere alle mie domande.
Forse per simpatia
o più probabilmente per far sapere agli altri che si può fare. In ogni modo mi ha chiesto di non pubblicare foto di casa sua, così quelle che ho pubblicato con questo pezzo sono di repertorio.
La prossima storia che vi racconterò non sarà così “rose e fiori”. Ma me l’hanno raccontata, so che succedono anche cose così. E ve la riporterò anche in questo caso con nomi inventati e foto di repertorio.
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